Natsume Sōseki, “Io sono un gatto” (versione manga)

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È sempre possibile riscoprire un classico della letteratura attraverso degli accorgimenti mirati che vadano a modificare la sua veste estetica ma non il suo contenuto. Ve ne avevo già parlato in un articolo dedicato ai Promessi Sposi, e ora vorrei consigliarvi un libro che, per certi versi, porta alle estreme conseguenze tutto ciò: si tratta della versione manga di Io sono un gatto di Natsume Sōseki, recentemente pubblicata da Lindau Edizioni nella collana “Senza frontiere”.

Io sono un gatto segnò l’esordio letterario di Natsume Sōseki. Uscito dapprima a puntate in una rivista, fu poi pubblicato – in una versione ben più estesa di quanto inizialmente previsto – in un unico volume. Il romanzo raccolse subito un successo immediato e ancora oggi è nel novero dei capolavori indiscussi della letteratura nipponica. L’autore stesso è il protagonista della storia che, sotto le vesti di un gatto senza nome, accolto nella casa del professor Kushami (altro alter ego di Sōseki), osserva e racconta con fare canzonatorio e pungente il comportamento, ai suoi occhi incomprensibile, del suo padrone e degli ospiti della sua casa:

Gli umani si danno tante arie ma sono un po’ tonti.
Vanno in giro a dire di essere i padroni di tutto…
Ma non sanno nemmeno quanto è lungo il loro naso.

Nella casa del professore vengono affrontate perlopiù questioni di poco conto, per le quali i personaggi si lanciano in articolate quanto vuote conversazioni. Il gatto protagonista, presente in ogni scena, registra solo apparentemente in maniera passiva ciò che gli accade intorno. In realtà non manca mai di fornire al lettore dei divertenti quanto sferzanti commenti personali sugli umani ed il loro agire. Tutto ciò risulta poi abbastanza strambo e divertente, se consideriamo che il lettore si trova davanti ad un gatto che ragiona su questioni di sapore filosofico, come il senso della vita e della morte.

Attraverso la voce del gatto l’autore mosse una feroce critica contro l’inarrestabile adeguamento alla cultura occidentale che il Giappone stava intraprendendo proprio in quegli anni. Un processo che pian piano riuscì a far scomparire diverse tradizioni della cultura nipponica, le cui avvisaglie sono ben evidenziate dai comportamenti contraddittori e spesso assurdi dei personaggi della storia. Emblematico in tal senso l’atteggiamento del professor Kushami, che a lavoro veste abiti “all’occidentale” e solo in casa indossa quelli tradizionali giapponesi. 

La versione manga del romanzo, oltre a rispettare tutti i parametri compositivi del genere di fumetti tipicamente giapponese – il volume si apre infatti dal retro e si legge da sinistra verso destra – tiene conto della storia originale e, ovviamente, del punto di vista felino. Suddiviso in sette capitoli, contenenti gli episodi essenziali dello scritto originale, è l’esempio perfetto di come sia possibile avere un approccio originale ed immediato ad un classico della letteratura.

 

Oltre alla storia, le grandi protagoniste di questa nuova versione sono le illustrazioni, elaborate da Cobato Tirol, attraverso le quali conferisce maggiore carica espressiva agli episodi proposti. In particolare, l’abilità del fumettista si manifesta nel saper ritrarre tutta l’enigmaticità che caratterizza le espressioni dei nostri amici felini, amplificandone così la portata emotiva. La piena padronanza degli elementi tecnico-compositivi permette quindi al fumettista di realizzare un manga che, pur rispettando il testo originale del romanzo, riesca a rendere più immediato uno dei classici della letteratura giapponese, sfruttando le peculiarità delle illustrazioni per strappare spesso una risata – o una lacrima – a chi legge.

Grazie a questa versione manga del capolavoro di Natsume Sōseki, ho scoperto un nuovo metodo di approccio ai classici della letteratura, efficace, immediato e davvero molto divertente e coinvolgente. Oltre tutto ciò, per molti lettori potrebbe essere – come nel mio caso – un ottimo trampolino di lancio per “farsi un’idea” sul testo originale dal quale esso prende spunto. Inoltre, in forza del suo essere fumetto, lo consiglio vivamente a tutti coloro che vogliano tentare un approccio di lettura inedito dedicato ai più piccoli, permettendo loro di divertirsi leggendo uno dei classici della letteratura giapponese.

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